Per quanto concerne gli appalti pubblici comunali,il Comune sceglierà direttamente l'impresa alla quale affidare i lavori di opere pubbliche senza ricorrere alla Gara di appalto. Una volta che l'impresa accetterà di costruire, sistemare e terminare l'opera per la quale designata, dovrà effettuare il tutto entro i termini stabiliti; altrimenti incorrerà in sanzioni che saranno stabilite in base al tipo di lavoro da effettuare. Questo perchè il Comune darà l'appalto con la formula CHIAVI IN MANO!! .
Questo sistema è volto ad evitare i numerosi fallimenti che si evincono ogni qualvolta l'impresa appaltatrice vince il bando stesso; quindi allungando anche i tempi di costruzione di anni e i creando malcontento tra la popolazione ( sia per l'incompiutezza dell'opera , sia per i disagi dovuti in certe aree dove si formano lunghe colonne di auto ) .
Autore: alby70
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lunedì 24 novembre 2008
giovedì 13 novembre 2008
Canone RAI
Con la presente propongo di annullare il canone Rai per quanto riguarda il Palinsesto di RAI 1 che a mio avviso deve essere libera da pagamenti e informare i cittadini . Mentre per quanto riguarda gli altri due canali televisivi, cioè Rai2 e RAI3 e RAI4 (attualmente visibile in digitale) propongo l'introduzione di una CARD a pagamento così come avviene per la piattaforma di SKY TV e MEDIASET PREMIUM . Il ricavato di questi abbonamenti più la pubblicità e la quotazione in Borsa della Stessa permtteranno di ampliare l'offerta di programmi e informazione e di annuallare il canone per RAI1 .
Autore: alby70
PER VOTARE : qui
Voti totali ricevuti: 10
Termine delle votazioni: 20/11/2008 10.09.06
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 3. Voti contrari: respingo=5, irrealistica=2, copiata= 0.)
Autore: alby70
PER VOTARE : qui
Voti totali ricevuti: 10
Termine delle votazioni: 20/11/2008 10.09.06
Eisto delle votazioni: RESPINTA
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venerdì 17 ottobre 2008
Incentivazione della mobilità ecologica a 2 ruote (biciclette e ciclomotori di piccola cilindrata)
Al fine di ridurre il traffico, soprattutto nelle grandi città, e conseguentemente di rendere più veloci gli spostamenti e meno inquinata l'aria, verranno presi i seguenti provvedimenti:
- detassazione su bolli e assicurazioni per piccoli ciclomotori (50 e 125cc) poco inquinanti (4 tempi, ridotte dimensioni, ecc);
- costruzione di parcheggi coperti e custoditi dedicati ai suddetti mezzi e alle biciclette in concomitanza dei grossi punti di snodo dei mezzi pubblici (fermate nevralgiche della metropolitana, capolinea di mezzi di superficie, ecc.).
I suddetti provvedimenti dovrebbero avere due effetti: incentivare economicamente l'acquisto di tali mezzi (o la sostituzione di mezzi più inquinanti) e incentivarne l'uso delle 2 ruote in abbinamento ai mezzi pubblici.
La copertura finanziaria si avrebbe da un aumento delle accise sulla benzina (5 cent al litro) e da un'estensione delle zone a traffico limitato per gli autoveicoli con pedaggio a pagamento.
Commento
Lo scopo principale del provvedimento è convertire alle 2 ruote (più o meno ecologiche) tutta una fascia di popolazione che ora usa l'auto e che potrebbe convertirsi all'uso della bicicletta o del motorino. Spesso sento persone - io stesso - dire: "andrei volentieri in bici o motorino fino alla tal fermata del metrò, ma poi dove la parcheggio?" oppure "lo facevo ma mi hanno già rubato più volte la bicicletta" oppure "certo che costa troppo mantenere anche un motorino solo per andare a prendere i mezzi", ecc. ecc.
So che riceverò molte critiche sulla copertura finanziara che darei con un'aumento del prezzo della benzina. Però non si può avere tutto, e in questo caso mi sembra il minore dei mali. E poi io la vedo così: se con questo provvedimento più gente userà motorini e mezzi pubblici il traffico in città diminuirebbe, quindi anche chi continuerebbe ad usare l'auto si troverebbe ad andare più veloce e a consumare di meno, risparmiando molto più dell'aumento del prezzo del litro di benzina.
Autore: lmoar
PER VOTARE: qui
Voti totali ricevuti: 8
Termine delle votazioni: 26/10/2008 17.47.10
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=3, irrealistica=0, copiata= 0.)
- detassazione su bolli e assicurazioni per piccoli ciclomotori (50 e 125cc) poco inquinanti (4 tempi, ridotte dimensioni, ecc);
- costruzione di parcheggi coperti e custoditi dedicati ai suddetti mezzi e alle biciclette in concomitanza dei grossi punti di snodo dei mezzi pubblici (fermate nevralgiche della metropolitana, capolinea di mezzi di superficie, ecc.).
I suddetti provvedimenti dovrebbero avere due effetti: incentivare economicamente l'acquisto di tali mezzi (o la sostituzione di mezzi più inquinanti) e incentivarne l'uso delle 2 ruote in abbinamento ai mezzi pubblici.
La copertura finanziaria si avrebbe da un aumento delle accise sulla benzina (5 cent al litro) e da un'estensione delle zone a traffico limitato per gli autoveicoli con pedaggio a pagamento.
Commento
Lo scopo principale del provvedimento è convertire alle 2 ruote (più o meno ecologiche) tutta una fascia di popolazione che ora usa l'auto e che potrebbe convertirsi all'uso della bicicletta o del motorino. Spesso sento persone - io stesso - dire: "andrei volentieri in bici o motorino fino alla tal fermata del metrò, ma poi dove la parcheggio?" oppure "lo facevo ma mi hanno già rubato più volte la bicicletta" oppure "certo che costa troppo mantenere anche un motorino solo per andare a prendere i mezzi", ecc. ecc.
So che riceverò molte critiche sulla copertura finanziara che darei con un'aumento del prezzo della benzina. Però non si può avere tutto, e in questo caso mi sembra il minore dei mali. E poi io la vedo così: se con questo provvedimento più gente userà motorini e mezzi pubblici il traffico in città diminuirebbe, quindi anche chi continuerebbe ad usare l'auto si troverebbe ad andare più veloce e a consumare di meno, risparmiando molto più dell'aumento del prezzo del litro di benzina.
Autore: lmoar
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Voti totali ricevuti: 8
Termine delle votazioni: 26/10/2008 17.47.10
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=3, irrealistica=0, copiata= 0.)
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mercoledì 15 ottobre 2008
Rimborsi spese docenti
Per incentivare i sistema della formazione e autoformazione continua degli insegnanti, che necessitano ciascuno per il proprio ruolo di formazione e aggiornamento continui (libri, riviste, ecc.) si propone di offrire un rimborso spese agli insegnanti delle scuole di secondarie (ex medie e scuola superiore) sotto forma di detassazione per materiale didattico (acquisto di libri, riviste, ecc.). In pratica potranno essere portate in detrazione sulla dichiarazione dei redditi le spese relative all'acquisto di libri e riviste fino ad un tetto massimo di 300 euro a insegnante. Inoltre sono previste agevolazioni e sconti per ingresso nei musei (come già accade per la categoria dei giornalisti).
La lista di libri e riviste dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi e spedita congiuntamente alla scuola dove il docente insegna.
Si tratta di un'iniziativa semplice ma efficace per aiutare gli insegnanti nel sostenere spese per l'aggiornamento senza gravare direttamente e solo sul ministero e l'organizzazione scolastica. Ciò non toglie nulla alla necessità di ricevere adeguata formazione sotto forma di corsi di aggiornamenti ma è da intendersi come un incentivo e sostegno finanziario aggiuntivo.
Autore: margherita
PER VOTARE: qui
Voti totali ricevuti: 7
Termine delle votazioni: 17/10/2008 22.57.58
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=2, irrealistica=0, copiata= 0.)
La lista di libri e riviste dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi e spedita congiuntamente alla scuola dove il docente insegna.
Si tratta di un'iniziativa semplice ma efficace per aiutare gli insegnanti nel sostenere spese per l'aggiornamento senza gravare direttamente e solo sul ministero e l'organizzazione scolastica. Ciò non toglie nulla alla necessità di ricevere adeguata formazione sotto forma di corsi di aggiornamenti ma è da intendersi come un incentivo e sostegno finanziario aggiuntivo.
Autore: margherita
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Voti totali ricevuti: 7
Termine delle votazioni: 17/10/2008 22.57.58
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=2, irrealistica=0, copiata= 0.)
mercoledì 1 ottobre 2008
Incentivi Accessibilita'
Non ci sono storie.
Internet è entrata nella vita di tutti senza indugio.
Le Pubbliche Amministrazioni hanno spinto (e cercano tuttora) di spingere verso l'adozione di strumenti internet per erogare ai cittadini servizi sempre più complessi.
Nel 2004 l'allora Ministro dell'Innovazione Lucio Stanca appone il suo nome ad una legge per definire una serie di requisiti che i siti che erogano un pubblico servizio devono rispettare, per essere accessibili alle persone disabili.
Da allora posso assicurarvi che spesso e volentieri tale legge è stata ignorata senza conseguenze per i trasgressori.
Questa proposta di legge si propone di sensibilizzare anche il mondo dei privati verso il concetto di accessibilità in modo tale che siano gli stessi cittadini a pretendere poi che tutti i servizi (pubblici o privati che siano) rispettino i criteri di una giusta accessibilità.
Allo scopo si predispongono due linee di intervento non esclusive:
1) tutte le aziende private che hanno un sito internet possono richiedere la certificazione di accessibilità (con validità 1 anno) e se raggiunta ottenere uno sgravio fiscale pari 2500 euro. Sarà definito un tetto massimo annuale a livello nazionale. Gli sgravi saranno concessi fino al raggiungimento di tale tetto.
2) istituire un fondo di finanziamento a fondo perduto (con un valore da fissare anno per anno) per finanziare i progetti di realizzazione o modifica degli attuali siti internet di aziende private secondo i requisiti di accessibilità definiti dalla Legge Stanca.
La certificazione citata nel punto 1 dell'intervento proposto dovrà essere gestita (con strumenti tradizionali e scripting automatici) direttamente dalla CNIPA (Centro Nazionale per la Pubblica Amministrazione).
Il disegno di legge non prevede una copertura finanziaria specifica dato che possono essere considerati interventi di supporto al sociale con futuri rilevanti impatti nella qualità di vita dei cittadini.
Autore: MassiGrassi
Voti totali ricevuti: 10
Termine delle votazioni: 11/10/2008 10.19.41
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 7. Voti contrari: respingo=1, irrealistica=2, copiata= 0.)
PER VOTARE: qui
Internet è entrata nella vita di tutti senza indugio.
Le Pubbliche Amministrazioni hanno spinto (e cercano tuttora) di spingere verso l'adozione di strumenti internet per erogare ai cittadini servizi sempre più complessi.
Nel 2004 l'allora Ministro dell'Innovazione Lucio Stanca appone il suo nome ad una legge per definire una serie di requisiti che i siti che erogano un pubblico servizio devono rispettare, per essere accessibili alle persone disabili.
Da allora posso assicurarvi che spesso e volentieri tale legge è stata ignorata senza conseguenze per i trasgressori.
Questa proposta di legge si propone di sensibilizzare anche il mondo dei privati verso il concetto di accessibilità in modo tale che siano gli stessi cittadini a pretendere poi che tutti i servizi (pubblici o privati che siano) rispettino i criteri di una giusta accessibilità.
Allo scopo si predispongono due linee di intervento non esclusive:
1) tutte le aziende private che hanno un sito internet possono richiedere la certificazione di accessibilità (con validità 1 anno) e se raggiunta ottenere uno sgravio fiscale pari 2500 euro. Sarà definito un tetto massimo annuale a livello nazionale. Gli sgravi saranno concessi fino al raggiungimento di tale tetto.
2) istituire un fondo di finanziamento a fondo perduto (con un valore da fissare anno per anno) per finanziare i progetti di realizzazione o modifica degli attuali siti internet di aziende private secondo i requisiti di accessibilità definiti dalla Legge Stanca.
La certificazione citata nel punto 1 dell'intervento proposto dovrà essere gestita (con strumenti tradizionali e scripting automatici) direttamente dalla CNIPA (Centro Nazionale per la Pubblica Amministrazione).
Il disegno di legge non prevede una copertura finanziaria specifica dato che possono essere considerati interventi di supporto al sociale con futuri rilevanti impatti nella qualità di vita dei cittadini.
Autore: MassiGrassi
Voti totali ricevuti: 10
Termine delle votazioni: 11/10/2008 10.19.41
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 7. Voti contrari: respingo=1, irrealistica=2, copiata= 0.)
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lunedì 1 settembre 2008
Divieto di pubblicizzare autromobili che superano i limtii di 200 km/h
Le leggi vigenti impongono un limite di 130 km/h in autostrada e tuttavia molti automobilisti lo superano e per questo sono passibili di multa. Tuttavia i sistema di vita e il contesto culturale sono davvero in direzione opposta a quanto dall'altra parte la legge richiede. Basta guardare la pubblicità televisiva o su carta stampata delle auto: un inno alla potenza e alla performance ma anche alla velocità.
Si propone dunque di vietare la pubblciità di automibili che superano i 200 km/h.
Autore: BeaG
PER VOTARE: qui
Si propone dunque di vietare la pubblciità di automibili che superano i 200 km/h.
Autore: BeaG
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domenica 24 agosto 2008
Limitazione temporanea delle velocità massime in autostrada
Per arginare temporaneamente il problema dell'altissimo costo del petrolio, si propone di limitare a 110Km/h la velocità massima raggiungibile sulle autostrade italiane.
Autore: lmoar
PER VOTARE: qui
Voti totali ricevuti: 15
Termine delle votazioni: 24/08/2008 22.07.11
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 2. Voti contrari: respingo=10, irrealistica=3, copiata= 0.)
Autore: lmoar
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Voti totali ricevuti: 15
Termine delle votazioni: 24/08/2008 22.07.11
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 2. Voti contrari: respingo=10, irrealistica=3, copiata= 0.)
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lunedì 14 luglio 2008
Riforma delle concessioni autostradali
Nel quinquennio 1999-2003, sono stati quasi 17 miliardi di euro di pedaggi incassati dalle concessioni autostradali, ma quanti investimeni sono stati fatti per mgliorare la tecnologia dei trasporti e le infrastutture? Soli 3,5 miliardi.
Le spese di gestione generalmente non ammontano a più di un terzo dei ricavi, pertanto si tratta di un’immensa quantità di denaro che è finito in puri profitti, imposte sul reddito e impieghi finanziari vari. Gli italiani pagano ogni anno circa 5 miliardi di euro di pedaggi eppure la rete autostradale italiana, è la stessa in km di 35 anni fa.
I pedaggi autostradali incidono sul costo per km delle automobili all’incirca quanto l’imposta sulla benzina: rispetto ad altri paesi nei quali le autostrade sono gratuite, od a paesi quali Svizzera, Austria, Germania ed Inghilterra chi viaggia in autostrada in Italia subisce una tassazione almeno doppia!
La causa principale di questa situazione risale alla privatizzazione della maggior parte dei tratti autostradali, effettuata con modalità volte esclusivamente a massimizzare l’introito per l’Iri (si "regalava" l’estensione della concessione per quaranta anni,anche se gli investimenti pregressi erano stati pressoché interamente ammortizzati); estendendo le concessioni, anche se per periodi di tempo inferiori, ogni qual volta le società concessionarie attuano interventi di manutenzione straordinaria, gli italiani non vedranno mai passare definitivamene allo Stato tali infrastrutture.
Proposta:
Porre fine a questo sitema facendo gradualmente passare la gestione delle autostrade allo Stato. Ogni qual volta che scadranno le concessioni (vi sono ventiquattro concessionarie), si assegneranno i singoli servizi (manutenzione, pulizia, esazione) con gare separate e i nuovi investimenti con le normali procedure di appalto, mentre i ricavi provenienti dall’utenza affluirannno ad un fondo pubblico. In questa direzione sta andando, ad esempio, la Germania, dove l’esazione dei pedaggi sui mezzi pesanti è affidata a una società privata, i ricavi affluiscono a un fondo pubblico, mentre la manutenzione di singoli tratti è spesso affidata con gare a società private (incremento anche della concorrenza).
Ed i pedaggi? Si manterranno durante una prima fase che servirà, nell’arco di dieci anni, a preparare progressivamente per poi adottare un sistema similare a quello in uso in svizzera ed Austria: il tagliando “prepagato”.
Tale tagliando potrà avere validità di 2 o 7 giorni ed 1, 6, 12 mesi.
La copertura finanziaria è intrinseca al nuovo sistema poiché tutti i ricavi provenienti dall'utenza andranno allo Stato.
Autore: FiammaNera
PER VOTARE: qui
Voti totali ricevuti: 11
Termine delle votazioni: 21/07/2008 20.42.51
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=6, irrealistica=0, copiata= 0.)
Le spese di gestione generalmente non ammontano a più di un terzo dei ricavi, pertanto si tratta di un’immensa quantità di denaro che è finito in puri profitti, imposte sul reddito e impieghi finanziari vari. Gli italiani pagano ogni anno circa 5 miliardi di euro di pedaggi eppure la rete autostradale italiana, è la stessa in km di 35 anni fa.
I pedaggi autostradali incidono sul costo per km delle automobili all’incirca quanto l’imposta sulla benzina: rispetto ad altri paesi nei quali le autostrade sono gratuite, od a paesi quali Svizzera, Austria, Germania ed Inghilterra chi viaggia in autostrada in Italia subisce una tassazione almeno doppia!
La causa principale di questa situazione risale alla privatizzazione della maggior parte dei tratti autostradali, effettuata con modalità volte esclusivamente a massimizzare l’introito per l’Iri (si "regalava" l’estensione della concessione per quaranta anni,anche se gli investimenti pregressi erano stati pressoché interamente ammortizzati); estendendo le concessioni, anche se per periodi di tempo inferiori, ogni qual volta le società concessionarie attuano interventi di manutenzione straordinaria, gli italiani non vedranno mai passare definitivamene allo Stato tali infrastrutture.
Proposta:
Porre fine a questo sitema facendo gradualmente passare la gestione delle autostrade allo Stato. Ogni qual volta che scadranno le concessioni (vi sono ventiquattro concessionarie), si assegneranno i singoli servizi (manutenzione, pulizia, esazione) con gare separate e i nuovi investimenti con le normali procedure di appalto, mentre i ricavi provenienti dall’utenza affluirannno ad un fondo pubblico. In questa direzione sta andando, ad esempio, la Germania, dove l’esazione dei pedaggi sui mezzi pesanti è affidata a una società privata, i ricavi affluiscono a un fondo pubblico, mentre la manutenzione di singoli tratti è spesso affidata con gare a società private (incremento anche della concorrenza).
Ed i pedaggi? Si manterranno durante una prima fase che servirà, nell’arco di dieci anni, a preparare progressivamente per poi adottare un sistema similare a quello in uso in svizzera ed Austria: il tagliando “prepagato”.
Tale tagliando potrà avere validità di 2 o 7 giorni ed 1, 6, 12 mesi.
La copertura finanziaria è intrinseca al nuovo sistema poiché tutti i ricavi provenienti dall'utenza andranno allo Stato.
Autore: FiammaNera
PER VOTARE: qui
Voti totali ricevuti: 11
Termine delle votazioni: 21/07/2008 20.42.51
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=6, irrealistica=0, copiata= 0.)
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