giovedì 24 luglio 2008

Formazione dei ministri in tema di energia

Dalla prossima legislatura, per essere nominato ministro del governo sarà obbligatorio aver sostenuto un esame di base sui temi dell'energia.
Il programma dell'esame e le valutazioni saranno a carico di un team eterogeneo di docenti universitari provenienti da diverse facoltà di diverse città italiane.

Invitiamo fin d'ora cittadini e politici che aspirano a tale carica a leggere nel mese di Agosto il materiale didattico messo a disposizione qui:
http://www.moar.net/Le_scienze_-_Energia_la_resa_dei_conti.pdf

Autore: lmoar

PER VOTARE: qui

Voti totali ricevuti: 8
Termine delle votazioni: 02/08/2008 22.45.17
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 3. Voti contrari: respingo=4, irrealistica=1, copiata= 0.)

lunedì 21 luglio 2008

Informatica alle scuole superiori

PREMESSA
Quasi nessun indirizzo scolastico superiore ha informatica o qualcosa di similare. Sembra curioso ma e' cosi'. Per fare qualche esempio...
- Ragioneria prevede "trattamento testi" (ovvero la vecchia dattilografia su word ed excel) solo nei primi due anni
- Il Liceo Linguistico non ha nulla in nessun anno.

Prendo questi due esempi come punti di riferimento. E' mai possibile che un ragioniere si diplomi non avendo toccato un pc negli ultimi 3 anni? E' mai possibile che una persona che si diploma ad un liceo non abbia visto un computer nell'arco di tutto il quinquennio?


PROPOSTA
Inserimento di una nuova materia legata in senso ampio all'informatica dove nell'arco dei 5 anni prima si affronti l'office in modo adeguato e poi si passi ad altro (dal web alla programmazione base, dai programmi di grafica ai software specifici in base all'indirizzo scolastico (commerciali per ragioneria per esempio).

A livello economico ritengo si possa evitare di aggiungere costi se le ore di informatica, ipotizziamo 2 a settimana (per 35 settimane per 5 anni non sono poi poche), fossero introdotte togliendole ad altre materie (in base all'indirizzo scolastico si andra' a togliere le meno specializzanti).

Autore: Vav

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Voti totali ricevuti: 9
Termine delle votazioni: 29/07/2008 10.55.59
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 4. Voti contrari: respingo=4, irrealistica=1, copiata= 0.)

sabato 19 luglio 2008

Chisura uffici giudiziari distaccati o di piccole dimensioni

una delle poche voci da tagliare nel bilancio della Giustizia riguarda i piccoli uffici, le sedi distaccate dei tribunali e delle procure, creati il più delle volte in assenza di particolari esigenze.
L'idea è di razionalizzare tali strutture.

PROPOSTA: istituire i Tribunali (quindi le sedi dei giudizi di primo grado) solo nei capoluoghi di provincia.

Tutti gli uffici giudiziari che non hanno sede in un capoluogo di provincia dovranno essere chiusi.
Le città non capoluogo di provincia potranno essere sede soltanto dei Giudici di Pace (i magistrati onorari che si occupano di alcune questioni civili e penali di relativa semplciità) laddove vi siano particolari requisiti individuati dal Ministero, quali ad esempio:
- alta densità abitativa
- alta densità societaria
- numero minimo di processi nell'ultimo quinquennio

Autore: gabe

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Voti totali ricevuti: 11
Termine delle votazioni: 28/07/2008 21.37.43
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 3. Voti contrari: respingo=6, irrealistica=2, copiata= 0.)

giovedì 17 luglio 2008

Ferie

Ferie
adesso, se un dipendente non usufruisce delle ferie entr 1 anno e mezzo da quando sono state maturate gli vengono cancellate. con questa proposta farei in modo che, passato un anno e mezzo, cioè la scadenza, le ferie non possono essere pagate a livello monetario per farle scalare ma possono essere usufruiti per assentarsi, senza perdere lo stipendio, in casi di necessità che npon riguardano i problemi di salute.

Autore: Ships
Voti totali ricevuti: 12
Termine delle votazioni: 26/07/2008 21.27.48
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 2. Voti contrari: respingo=7, irrealistica=3, copiata= 0.)

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martedì 15 luglio 2008

Prolungare il calendario scolastico con laboratori fino al 30 giugno

Propongo di rivedere il calendario scolastico della scuola secondaria di primo e secondo grado prolungando il ciclo delle lezioni fino al 30 Giugno. Di seguito le motivazioni e l’articolazione della proposta.

Il nostro paese è forse l’unico tra i paesi europei a terminare ai primi di giugno le lezioni con un intervallo tra un ciclo scolastico e l’altro di ben 3 mesi. Ciò non accade ad esempio in paesi come Francia o Germania dove le lezioni si potraggono fino alla prima o seconda decade di luglio.
E non possiamo nemmeno più dire che da noi fa troppo caldo a giugno per andare a scuola…

Il nostro sistema scolastico, da questo punto di vista di penalizza in primo luogo le famiglie: come fanno i genitori che hanno al massimo 3 o 4 settimane di ferie estive a gestire i figli che sono in ferie per 3 mesi? Ci si deve affidare ai familiari (nonni, nonne, zii) o ad altri riferimenti (tate, amiche che non lavorano, vicini di casa) per accudire i ragazzi che vengono completamente abbandonati a se stessi per molte settimane. In alternativa, solo per i più agiati, ci sono le vacanze estive organizzate da varie associazioni, i campus (es. wwf, legambiente, ecc), i soggiorni all’estero, quasi tutti comunque proposti nel mese di luglio.
Nel complesso un universo di persone, organizzazioni, enti devono farsi carico di gestire, formare, seguire, intrattenere i ragazzi: tutto quello a cui sarebbe chiamata la scuola. E i costi non sono indifferenti per le famiglie.


Per questi motivi si propone di rivedere il calendario scolastico prorogando il termine delle lezioni al 30 giugno. Per non scovolgere l’attuale sistema formativo e didattico e per favorire l’apprendimento di quanto studiato durante l’anno si potrebbe mantenere ai primi di giugno la chiusa del programma “canonico” e dedicare le restanti 3-4 settimane di giugno ad attività di “laboratorio” e di “pratica” in tutte le materie: un utile occasione di ripasso per gli studenti (ma anche per gli insegnanti) per rivedere quanto appreso durante l’anno in un’ottica meno nozionistica e con un approccio più operativo. Oltre alle materie che più naturalmene si prestano quali fisica o chimica o scienze in generale, penso a materie come italiano, inglese, storia. Facciamo l’esempio della storia: il medioevo. Dopo aver studiato date e fatti perché non proporre delle letture e analisi sul medioevo con riferimento alle grandi interpretazioni storiografiche di quest’epoca? Il medioevo e la nascita d’Europa, il medioevo e i codici miniati, il medioevo e l’ urbanistica con esempi delle città italiane. Per la letteratura si potrebbero proporre riletture contemporanee o testi teatrali su poeti o scrittori italiani. Si potrebbe fare anche molta esercitazione sull’uso dei media (giornali, web, fonti).
In tutti i casi queste attività permetteranno di rielaborare quanto appreso nell’anno scolastico in corso e saranno sottoposte a valutazione per gli scrutini finali che si terranno solo a fine anno (dopo il 30 giugno).
Il calendario delle classi che devono sostenere gli esami si chiuderà a inizio giugno come ora, per permettere lo svolgimento degli esami entro la fine di giugno o inizio luglio.

La copertura finanziaria della proposta di legge è in parte già data dal fatto che gli insegnanti sono retribuiti in ogni caso nei mesi di ferie estive e quindi semplicemente sarebbero chiamati a proseguire il lavoro per 4 settimane (dopo tutto avrebbero comunque altri due mesi di ferie o al peggio 1 mese e mezzo escludendo scrutini ecc). I costi fissi (luce, acqua, pulizia, personale ausiliaro esterno) sono minori (non c’è il riscaldamento che incide maggiormente sui costi) e potrebbero essere recuperato aumentando un minimo la tassa di iscrizione alla scuola. Un costo irrisorio per i genitori rispetto ai costi e ai sacrifici che comporta la situazione attuale.


Autore: BeaG

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Voti totali ricevuti: 14
Termine delle votazioni: 24/07/2008 22.32.44
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 9. Voti contrari: respingo=2, irrealistica=3, copiata= 0.)

lunedì 14 luglio 2008

Riforma delle concessioni autostradali

Nel quinquennio 1999-2003, sono stati quasi 17 miliardi di euro di pedaggi incassati dalle concessioni autostradali, ma quanti investimeni sono stati fatti per mgliorare la tecnologia dei trasporti e le infrastutture? Soli 3,5 miliardi.
Le spese di gestione generalmente non ammontano a più di un terzo dei ricavi, pertanto si tratta di un’immensa quantità di denaro che è finito in puri profitti, imposte sul reddito e impieghi finanziari vari. Gli italiani pagano ogni anno circa 5 miliardi di euro di pedaggi eppure la rete autostradale italiana, è la stessa in km di 35 anni fa.
I pedaggi autostradali incidono sul costo per km delle automobili all’incirca quanto l’imposta sulla benzina: rispetto ad altri paesi nei quali le autostrade sono gratuite, od a paesi quali Svizzera, Austria, Germania ed Inghilterra chi viaggia in autostrada in Italia subisce una tassazione almeno doppia!
La causa principale di questa situazione risale alla privatizzazione della maggior parte dei tratti autostradali, effettuata con modalità volte esclusivamente a massimizzare l’introito per l’Iri (si "regalava" l’estensione della concessione per quaranta anni,anche se gli investimenti pregressi erano stati pressoché interamente ammortizzati); estendendo le concessioni, anche se per periodi di tempo inferiori, ogni qual volta le società concessionarie attuano interventi di manutenzione straordinaria, gli italiani non vedranno mai passare definitivamene allo Stato tali infrastrutture.

Proposta:

Porre fine a questo sitema facendo gradualmente passare la gestione delle autostrade allo Stato. Ogni qual volta che scadranno le concessioni (vi sono ventiquattro concessionarie), si assegneranno i singoli servizi (manutenzione, pulizia, esazione) con gare separate e i nuovi investimenti con le normali procedure di appalto, mentre i ricavi provenienti dall’utenza affluirannno ad un fondo pubblico. In questa direzione sta andando, ad esempio, la Germania, dove l’esazione dei pedaggi sui mezzi pesanti è affidata a una società privata, i ricavi affluiscono a un fondo pubblico, mentre la manutenzione di singoli tratti è spesso affidata con gare a società private (incremento anche della concorrenza).
Ed i pedaggi? Si manterranno durante una prima fase che servirà, nell’arco di dieci anni, a preparare progressivamente per poi adottare un sistema similare a quello in uso in svizzera ed Austria: il tagliando “prepagato”.
Tale tagliando potrà avere validità di 2 o 7 giorni ed 1, 6, 12 mesi.

La copertura finanziaria è intrinseca al nuovo sistema poiché tutti i ricavi provenienti dall'utenza andranno allo Stato.


Autore: FiammaNera

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Voti totali ricevuti: 11
Termine delle votazioni: 21/07/2008 20.42.51
Eisto delle votazioni: RESPINTA
(Voti favorevoli: 5. Voti contrari: respingo=6, irrealistica=0, copiata= 0.)

venerdì 11 luglio 2008

Incentivi bebe' ai dipendenti

Incentivi bebè ai dipendenti

Scenario
Il panorama italiano del lavoro ha sicuramente una serie di gravi problemi e di vincoli seri, dalla mancanza cronica per determinate figure alla rigidità ortodossa di alcune pratiche fiscali.
Detto questo nel mio piccolo posso notare che in alcuni settori le aziende sono sempre alla ricerca di strumenti di incentivazione che riescano a fidelizzare maggiormente il lavoratore (faccio riferimento al mio settore che è quello IT).

Sullo stesso piano ci sono i nuovi e gravosi aumenti del costo della vita ed in particolare nei costi relativi al mantenimento dei bambini piccoli.

Proposta

In questo scenario propongo un semplice strumento di incentivazione per i lavoratori con bambini appena nati e con il quale l'azienda può devolvere al lavoratore un bonus di massimo 1000 euro all'anno da consumarsi obbligatoriamente in spese per il bambino.

Nel dettaglio:

1) il bonus viene configurato come un omaggio al dipendente con un trattamente fiscale semplificato e maggiormente competitivo: l'intero ammontare non entra nel calcolo del reddito del lavoratore (e quindi non viene tassato) mentre per l'azienda il costo è interamente deducibile dal reddito d'impresa e l'IVA viene resa totalmente detraibile.

2) il bonus può essere costituito da una (o più) carta prepagata (per esercizi che trattano prodotti per bambini) oppure corrisposto al lavoratore a consuntivo dopo presentazione di scontrini fiscali riportanti gli acquisti inerenti solamente beni preventivamente autorizzati.

3) le carte o i consuntivi possono riguardare solamente le seguenti categorie di prodotti: cibo in scatola (omogeneizzati, ad esempio), latte in polvere o liquido (oppure latte fresco), vestiario, oggetti di prima necessità (biberon, carrozzine, lettini, etc..). Sono esclusi i giocattoli, interventi medici e/o rate di asili nidi.

4) il dipendente che accetta il bonus si impegna a restare in azienda per tutta la durata dello stesso (1 anno minimo), altrimenti l'azienda può provvedere alla trattenuta della quota parte di bonus maturata a partire dalla data delle dimissioni allo scadere dell'anno solare calcolato a parire dalla data di accettazione del bonus.

5) il bonus è applicabile a situazioni di lavoratori con contratto a tempo indeterminato sia a lavoratori con contratto a progetto (in quest'ultimo caso il punto precedente non è applicabile).

6) il bonus è applicabile per massimo 2 volte nei primi 2 anni di vita del bebè.

7) non è prevista alcuna distinzione dell'ammontare massimo del bonus in funzione del reddito del lavoratore (al contrario degli assegni INPS per i nuclei familiari), ma il tutto è lasciato alla posizione che ogni singola azienda vuole assumere.

Obiettivi
Da una parte fornire le imprese di uno strumento di incentivazione moderno ed efficace, dall'altra consentire alle coppie con bambini piccoli una ancora (seppur piccola) di salvezza contro il caro vita.

Copertura finanziaria
In questo caso penso che non debba essere contemplata una copertura specifica (in realtà il costo per lo stato può essere calcolato come mancato incasso in termini di tasse non raccolte sull'eccedenza rispetto agli attuali 250 euro e passa che è la soglia di omaggi ai dipendenti per cui gli omaggi stessi non vengono considerati nel reddito personale) ma considerare il costo come una spesa socialmente utile.

Autore: MassiGrassi

PER VOTARE: qui

Voti totali ricevuti: 9
Termine delle votazioni: 19/07/2008 14.42.55
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 8. Voti contrari: respingo=1, irrealistica=0, copiata= 0.)

martedì 8 luglio 2008

Proposta di riforma per "il gioco della politica"

Proposta di riforma per "il gioco della politica"
Raccolgo il grido d'allarme di FiammaNera (postato su un commento di un'altra legge), che rileva come il numero di utenti attivi del sito si sia drasticamente ridotto. Se prima il numero di votanti di una legge superava la trentina, adesso si contano sulle dita di una mano!
Uso, quindi, impropriamente una proposta di legge come strumento di comunicazione con la community del sito. Ma, in fondo, possiamo considerarla una proposta di "riforma costituzionale". ;-)
Lo faccio con la speranza che le idee che verranno fuori da questa discussione possano aiutare la redazione del sito e, ove possibile, noi stessi fruitori irriducibili a ridare slancio a questo sito che sembra avviato verso un inarrestabile declino.

L'obiettivo di questa "legge" non è solo quello di esporre i miei suggerimenti ma di invitare tutti a proporre i propri, usando il meccanismo dei commenti.
Io stesso lo farò, se mi verranno in mente nuove idee.

COSA NON VA

a) I nuovi utenti non possono partecipare attivamente alla vita politica.
Un nuovo utente trova il seguente panorama: ci sono poche leggi su cui è possibile votare e un discreto numero di leggi già votate su cui, al massimo, si può lasciare un commento. Ma la partecipazione alla discussione sulle leggi chiuse è minima.
Per poter proporre una propria legge occorre diventare politico ma il punteggio necessario si può raggiungere solo dopo settimane di assidua partecipazione. Troppo. Se non fossi entrato all'inizio, penso che io stesso non avrei resistito.

b) Gli utenti storici, fisiologicamente, diminuiscono.
Dopo aver spremuto le meningi, restano a secco di idee (è comprensibile). Quindi il numero di leggi si assottiglia sempre di più.

c) Manca la discussione.
L'unico momento in cui è possibile discutere su un argomento è quando la legge è già stata proposta. Non c'è possibilità per il proponente di raccogliere le critiche e di cambiarla. E nemmeno per i votanti di cambiare idea dopo aver sentito le critiche degli altri.
I commenti sono un'ottima cosa, ma non sono pensati per discussioni articolate. A volte si riesce a comprimere i propri interventi, altre volte non è proprio possibile riuscirci.

d) Manca il "gioco".
Questo sito, come dice il nome stesso, credo sia nato non solo per permettere un esercizio di "politica democratica", ma anche per coinvolgere i suoi utenti in un gioco. Il gioco della politica, appunto.
Quello che manca è la componente ludica, che si potrebbe concretizzare nella possibilità, per un politico virtuale, di fare carriera.

COME RIMEDIARE

Ecco i miei suggerimenti:

1) Bonus di una legge a tutti i nuovi entrati. Presentare le proprie proposte permette di dare subito "un assaggio" della vita politica attiva e invoglia a tornare sul sito, per vedere come si sono espressi gli altri. Il bonus comunque non comporta l'acquisizione dello status di politico.

2) Bonus di 1 legge a tutti gli utenti che invitano un altro utente (quando questo si registra sul sito). Il bonus non comporta l'acquisizione dello status di politico ma permette a chi non vuole aspettare di partecipare attivamente, favorendo la crescita della base di utenti del sito. E' una tipica tecnica di viral marketing. :-)

3) Lo status di "politico" dovrebbe essere più forte, dandogli la possibilità di legiferare in maniera illimitata (e non una legge per volta, come avviene adesso). Serve a incrementare il numero di leggi ma anche a differenziare il politico dal semplice cittadino, che può legiferare occasionalmente (in virtù dei due suggerimenti precedenti).

4) Le proposte di legge dovrebbero avere un periodo di vita attiva molto più lungo (ad es. 1 anno). In questo modo, i nuovi utenti avrebbero la possibilità di commentare e votare un gran numero di proposte. D'altra parte è un peccato vedere delle leggi, a volte anche complesse, che sono state approvate o respinte sulla base di pochissimi voti. Decisioni che potrebbero anche non rispecchiare la reale volontà popolare.
Durante tutto il periodo di votazione, verrà riportato lo stato aggiornato (approvata, respinta, ecc.) della proposta di legge.
Le leggi approvate, dopo 1 anno, verranno raccolte in una "Gazzetta Ufficiale". Le altre in un archivio storico.

5) Dovrebbe essere possibile "emendare" le proprie proposte. Il testo dell'emendamento dovrebbe essere aggiunto in coda alla proposta (sullo stile dei "clarification" di LinkedIn per chi lo conosce).

6) Dovrebbe essere possibile cambiare idea sul proprio voto: i commenti degli altri utenti o un emendamento possono indurre un cittadino a cambiare idea. Naturalmente il voto non si aggiunge a quello precedentemente espresso ma lo varia. Resta valido il principio di 1 voto a persona.

7) Quando una proposta subisce un emendamento, tutti i votanti devono essere informati, via e-mail, che il testo di legge è cambiato e invitati a riesprimersi. Naturalmente non è obbligatorio, resta valido il giudizio precedentemente espresso se non viene modificato dal cittadino.
Oltre ad avere valore informativo, l'e-mail è anche un prezioso strumento di "marketing" per indurre gli utenti a tornare sul sito.

8) Andrebbe aggiunta la voce "Mi astengo" fra le opzioni di voto. Sia per non penalizzare coloro che, in coscienza, non sanno o non vogliono prendere posizione rispetto a chi invece il voto lo manifesta e si becca 15 punti, sia per permettere chi ha espresso un voto a una legge emendata di revocare il suo voto, senza esprimere un giudizio.

9) Aggiungerei la possibilità di classificare le leggi secondo criteri qualitativi: utilità, originalità, complessità, ecc. Naturalmente dovrebbe esistere una classifica delle leggi secondo uno o più criteri qualitativi. L'indicatore più complesso (col mix più opportuno di criteri) dovrebbe fornire la "miglior legge dell'anno". Gli autori delle migliori leggi potrebbero essere nominati politici a vita, con la possibilità di proporre leggi indipendentemente dal punteggio.

10) Si potrebbe organizzare anche una classifica dei politici. Il ranking lo darebbero gli altri utenti (sulla base delle leggi proposte, della partecipazione, della simpatia, ecc.). Ogni anno, il miglior politico verrebbe nominato "Premier".

11) Il politico col maggior numero di leggi approvate in una certa sezione diventerebbe "Ministro" della materia di quella sezione (ad es. chi si fa approvare più leggi nella sezione "Economia" diventa ministro dell'economia). A parità di punteggio, viene scelto chi ha il voto più alto nella classifica dei politici.

12) I ministri in carica dovrebbero avere la possibilità di decidere l'ammissibilità delle proposte, eliminando quelle che vengono considerate fuori tema o semplici dichiarazioni d'intenti. Inoltre dovrebbero poter lanciare una "call for proposal", ossia un'invito a legiferare su una specifica area d'intervento. Ad esempio, un ministro dell'economia potrebbe sollecitare proposte sulla lotta all'evasione. Le call for proposal dovrebbero essere evidenziate all'inizio della sezione di pertinenza e le proposte presentate raccolte in una specifica sottosezione. Inoltre, importantissimo, andrebbero pubblicizzate mediante invito via e-mail a tutti gli utenti (altra tecnica di richiamo per gli utenti).

13) Il premier, in aggiunta al potere di tutti i ministri, dovrebbe avere la possibilità di concordare con la redazione del sito l'apertura di nuove sezioni e la rimozione o l'accorpamento di altre, un po' come si fa nella vita politica reale per i ministeri.

14) Darei qualche ritocco al sistema di punteggio. In partiolare, eliminerei il premio assegnato al cittadino che vota come la maggioranza. Oltre a penalizzare ingiustamente chi la pensa diversamente, potrebbe spingere a dirottare il voto verso l'opinione di maggioranza (che sarebbe palese, attuando il mio suggerimento n° 4, ma è intuibile già adesso, grazie ai commenti).

Mi fermo qui, per ora.
Alcune misure intervengono sulla filosofia del sito e sui meccanismi di base, quindi potrebbero richiedere del tempo per essere attuate . Altre sono più immediate e attuabili senza particolari problemi.
Spetta all'autore (che è un ex-collega e un amico), in base alle sue idee e al tempo che ha a disposizione, decidere quali suggerimenti accogliere.
Avendo già discusso con lui di queste cose, so già che alcune di esse sono nei suoi piani (anche se il modo di realizzarle può essere diverso). In ogni caso, credo che un feedback dalla community, sulle singole proposte, possa essergli utile per capire cosa realizzare e con quale priorità.

Forse, per chi ha la possibilità e la capacità di farlo, potrebbe essere utile offrire un aiuto concreto per lo sviluppo e la manutenzione del sito. Il mio tempo, come quello dell'autore è limitato ma, se può essere utile, mi metto a disposizione per dare un contibuto anche pratico (oltre che di idee).

Vediamo dunque le proposte del popolo del sito.

Non mi resta che scegliere la sezione.
Scelgo Riforme.
In fondo si tratta davvero di una proposta di riforma costituzionale. Solo che invece di essere "eterodiretta", come le altre (che sono promulgate da questo "parlamento virtuale" ma si riferiscono alle istituzioni reali), questa è "autodiretta", cioè si riferisce allo stesso parlamento virtuale che le promulga.

Mi piacciono queste disquisizioni filosofiche... che ci volete fare! ;-)


Autore: GAMoN

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Voti totali ricevuti: 9
Termine delle votazioni: 16/07/2008 20.34.20
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 8. Voti contrari: respingo=1, irrealistica=0, copiata= 0.)

Ridurre costi e tempi delle controversie di lavoro

Ridurre costi e tempi delle controversie di lavoro
L'ATTUALE SCENARIO

E' difficile mettere il dito sulla piaga dell’eccessiva durata del contenzioso in materia di lavoro, senza peccare di superficialita'.

In sintesi uno dei settori a carico aumentato nel corso degli anni è quello della giustizia del lavoro, e per esso nessun sostegno è stato previsto dai passati e presenti governi.
Il che non è accaduto certo per oscura volontà politica ma è frutto dell'illusoria ed astratta previsione dell'effetto deflattivo del "tentativo obbligatorio di conciliazione" e della procedura arbitrale, ovvero secondo le previsioni del legislatore il "tentativo obbligatorio di conciliazione" avrebbe favorito col tempo la diminuzione dei contenziosi di lavoro; effetto che non si è realizzato per lo stato di dissesto catastrofico degli Uffici provinciali del lavoro e per l'inadeguatezza dello stato delle Commissioni di conciliazione.


Quadretto che nel suo insieme diviene lesivo della tutela giudiziaria dei diritti dei lavoratori in primis ma anche dei datori di lavoro; poiche' a seguito di una situazione per la quale le aziende, medio-grandi, si sono trovate a far fronte ad un altissimo numero di cause di lavoro, alimentate da veri o pretesi episodi di discriminazione, licenziamenti, furti, assenteismo, abusi sessuali, mobbing (per citarne alcuni), notevoli sono stati i costi sostenuti (giuridici e organizzativi) per la loro gestione.

OBBIETTIVO
Considerare come uno degli strumenti per uscire dalla crisi della giustizia laburistica un solerte ricorso a strumenti alternativi di risoluzione delle controversie quali la conciliazione e l’arbitrato irrituale.
L’arbitrato irrituale e' già riconosciuto dalla giurisprudenza, che dispone: «In caso di esito negativo del tentativo di conciliazione le parti possono definire consensualmente la controversia mediante arbitrato irrituale».
Cioe', viene riconosciuta per legge la possibilità di arbitrati individuali, avviati dal lavoratore e dal datore di lavoro al di fuori della predisposizione collettiva della risoluzione delle controversia.
Tuttavia fin dalla sua regolamentazione, il legislatore ha espresso la sua intolleranza verso le decisioni arbitrali delle controversie adottate al di fuori di una scrupolosa osservanza delle norme.
I perduranti divieti di compromettere in arbitri le controversie individuali, da una parte si prefiggono di garantire una posizione paritaria dei lavoratori in un confronto con i propri datori di lavoro, posizione che ancor oggi merita di essere tutelata, ma sono anacronistici alla luce dell’attuazione di metodi più democratici di confronto.

CONCLUSIONE

Si propone quindi, che nelle imprese con un numero di addetti maggiore di 250, all'insorgere della controversia, prima di adire il tribunale il dipendente abbia la facoltà di rivolgersi, in forma del tutta gratuita, ad un conciliatore esterno.

Conciliatore professionista esterno che non è né un rappresentante sindacale, né un rappresentante
dell'azienda e non può nemmeno essere stato un dipendente - a massima garanzia di neutralità rispetto alle parti e d'imparzialità rispetto al possibile risultato;
Se il dipendente si avvale di tale facoltà l'azienda non solo deve sostenere tutti i costi (attualmente gia' l'azienda sostiene i costi dei propri uffici legali interni o esterni), ma è anche obbligata a partecipare alla procedura di conciliazione.

Il dipendente può scegliere tra i conciliatori sull'intero territorio italiano, suddivisi in diverse liste su base provinciale, con disparate competenze professionali: vi sono professionisti, consulenti, avvocati, insegnanti, accademici. Tutti devono avere frequentato corsi di formazione, simulazioni di negoziazioni e condotto almeno dieci casi di conciliazione.

Il dipendente e un rappresentante aziendale con potere decisionale discutono tra di loro le questioni in oggetto in modo aperto e diretto. Due infatti sono i principi cardine: un dibattito senza nessun tramite e la decisione in totale autonomia di quali argomenti trattare e quali problemi risolvere.

Anche il controllo della procedura dall'avvio alla fase conclusiva è totale da parte di dipendente e rappresentante aziendale. In sostanza le parti stabiliscono le regole sommarie secondo cui deve svolgersi il procedimento ed espongono qualunque tipo di riflessione si riveli a proprio vantaggio nel corso del dibattimento. Decidono infine se e come risolvere il problema.

Il conciliatore si limita a facilitare la comunicazione tra le parti e le assiste nella risoluzione finale, in quanto ha esclusivamente il compito di aiutare le parti a trovare un accordo bonario in merito alle vertenze.

Proprio in ragione di quest'ultima peculiarità l'obiettivo ultimo della proposta è quello d'indirizzare le energie e l'interazione delle parti su una linea attivamente costruttiva, così da "trasformare" in senso migliorativo il prosieguo del rapporto di lavoro.

Autore: Mapy

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RISULTATI:

Voti totali ricevuti: 8
Termine delle votazioni: 13/07/2008 15.36.12
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 8. Voti contrari: respingo=0, irrealistica=0, copiata= 0.)

Date certe per gli esami

Date certe per gli esami
PREMESSA

A seguito di numerose riforme sulla scuola, gli Istituti godono di un'autonomia che da una parte risulta positiva (autonomia didattica, iniziative, partecipazione a progetti internazionali, ecc) e dall'altra negativa.
In particolare c'e' un problema connesso alla liberta' di scelta delle date degli esami intermedi (non quindi l'esame di stato del quinto ed ultimo anno perche' quello e' fissato dal Ministero).

CHIARIMENTO

Per essere piu' chiari esistono:

- gli esami per il recupero dei debiti
(novita' di quest'anno). Chi ha ricevuto un
debito a giugno deve sostenere un'esame entro
l'inizio del seguente anno scolastico e se non
lo supera viene bocciato. Senza entrare nel merito della questione (che puo' essere affrontata in una seconda proposta di legge) qui c'e' da dire che LE SCUOLE POSSONO DECIDERE SE FARE L'ESAME A LUGLIO, AD AGOSTO O AD INIZIO SETTEMBRE.

- gli esami di idoneita'
Chi si presenta come privatista (ovvero non va a scuola normalmente ma studia da solo o presso scuole di preparazione) deve sostenere un esame. LE SCUOLE POSSONO FAR FARE GLI ESAMI A FINE MAGGIO COSI' COME AD INIZIO GIUGNO.

- esami di integrazione
Chi cambia indirizzo scolastico (esempio: dal Liceo Scientifico decide di passare all'IGEA) deve sostenere un esame prima dell'inizio del nuovo anno. TALE ESAME PUO' ESSERE A LUGLIO, AD AGOSTO COSI' COME AD INIZIO SETTEMBRE (scelta abituale delle scuole).

OBIETTIVO

Unificare per tutti gli istituti le date degli esami al fine di non creare periodi morti per gli allievi e di organizzare con precisione i tempi di lavoro degli Istituti scolastici.

PROPOSTA

Esami di recupero debiti: inizio settembre
(come erano anni fa, i cosidetti esami di riparazione).

Esami di idoneita': a giugno, dopo il termine del normale anno scolastico e prima dell'esame di maturita' (normalmente ci sono una decina di giorni di pausa).

Esami di integrazione: stabilire di farla a inizio settembre (e' gia' piu' o meno cosi' come prassi per tutti ma visto che stiamo cercando di CALENDARIZZARE tutti gli esami sarebbe opportuno indicare la data in modo certo) prima dell'inizio dell'anno scolastico.

Autore: Vav

PER VOTARE: qui

RISULTATI:

Voti totali ricevuti: 9
Termine delle votazioni: 12/07/2008 9.52.07
Eisto delle votazioni: APPROVATA
(Voti favorevoli: 7. Voti contrari: respingo=2, irrealistica=0, copiata= 0.)